5 domande /Charles Fishman, autore di La grande sete
1. Perché sostiene che gli americani siano ignoranti in materia di acqua?
Noi americani siamo ignoranti in materia idrica per l’efficienza del nostro sistema idrico. Il sistema funziona in modo completamente invisibile: basta aprire il rubinetto per far uscire l’acqua. Secondo me l’ignoranza sull’acqua è il principale problema idrico al mondo. Non possiamo risolvere il problema della mancanza d’acqua se la gente non se ne cura affatto.
2. Quali settori consumano più acqua negli Stati Uniti?
Negli Stati Uniti, come nel resto del mondo, i maggiori consumi sono ascrivibili alla produzione di energia elettrica e all’agricoltura. Negli Stati Uniti il 49% del consumo totale di acqua è destinato alle centrali: non quelle idroelettriche, ma per il raffreddamento e la generazione di vapore. Un americano medio consuma 378,5 litri d’acqua al giorno a casa, a cui si aggiungono altri 946,3 litri d’acqua per l’elettricità.
3. Che cosa possiamo imparare dall’utilizzo dell’acqua di Las Vegas?
Dato che a Las Vegas vige un limite assoluto di acqua estraibile dal lago Mead, l’acqua deve essere gestita con estrema attenzione. Anche se Las Vegas è una città lussuosa, il 94% dell’acqua che arriva agli scarichi è riciclata. Le autorità hanno cambiato l’atteggiamento dei cittadini nei confronti dell’acqua, ad esempio rendendo illegale l’allestimento di prati davanti alle case nuove o pagando i cittadini che già possiedono un prato per la rimozione dello stesso.
4. L’aumento del costo dell’acqua fa parte della soluzione?
Assolutamente sì. Nei paesi sviluppati, la gente spende meno per un’intera giornata d’acqua a casa che per una bottiglia d’acqua. Spesso le fabbriche non pagano nulla. Se si inizia a far pagare di più l’acqua, la gente sarà incentivata a farne un consumo più intelligente e più attento, perché non è una risorsa naturale o economica illimitata.
5. Che tipo di tecnologia occorre?
Quello che ci serve maggiormente è un approccio diverso. Ora abbiamo gli strumenti e gli esempi necessari per passare dall’era dell’abbondanza sconsiderata a un’era di gestione dell’acqua oculata e coscienziosa. Per questo sono ottimista. Pensare al consumo di acqua è come contare le calorie: se si contano le calorie è inevitabile mangiare meglio. Per fare un vero passo avanti dobbiamo iniziare a chiederci come e a che fine usiamo l’acqua.